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Non ho mai sentito pronunciare in un Parlamento parole così chiare come quelle pronunciate nel Parlamento spagnolo da Gabriel Rufiàn, capogruppo di Sinistra Repubblicana di Catalogna.
Ha preso una pila di fogli in mano con su scritti i nomi di 15.000 bambini palestinesi e ha denunciato il genocidio in atto a Gaza e l’indifferenza della destra di tutta Europa che di fronte a tutto questo tace e giustifica.
"Alla fine qui, signori, sapete cosa succede? Che quello che sta diventando di moda è essere un bast*rdo. È essere una canaglia.
È giustificare quello che fa Israele e dire che sì, che va bene.
Guardate: questo è un elenco che ho stampato dei 15.000 bambini uccisi da Israele. Guardate: sono quasi 30 pagine, 15.000 bambini, 800 dei quali minori di un anno.
Lo giustificano. Sì, lo giustificano, perché è di moda giustificare questo.
È terribile che, il 7 ottobre, un'organizzazione terroristica come Hamas abbia assassinato 30 bambini israeliani. È terribile.
Israele, uno Stato genocida, ne ha eliminati 15.000. Uno Stato, non un'organizzazione terroristica. E Israele uccide in Palestina da molto prima che Hamas esistesse. Voi, con il vostro "coraggio" e la vostra scorrettezza politica, giustificate questa canagliata. È da bast*rdi.
Questi sono i loro nomi.
Pesa, eh? Pesa come i missili che cadono sulle loro teste.
In conclusione, io penso che le persone tolleranti, non solo di sinistra, debbano diventare profondamente, terribilmente intolleranti nei confronti degli intolleranti.
Cos'è la polarizzazione? Denunciare l'omicidio di bambini negli ospedali? Bene, sia benvenuta la polarizzazione.
Dobbiamo essere i 'tolleranti' intolleranti verso l'intolleranza.
Deve tornare a essere vergognoso essere una canaglia, deve tornare a essere vergognoso essere un fascista e deve cessare la moda che i deputati di destra ridano davanti a un elenco di bambini morti".
Grazie.
"L’uomo non nasce malvagio, lo diventa, come diventa malato. Ci gridano che la natura umana è essenzialmente perversa, ma riunite tutti i bambini del mondo: non vedrete in loro che innocenza e tenerezza. Senza dubbio si vedono sventure e delitti orrendi; ma il piacere di lamentarsi e di esagerare è tanto grande che, al minimo graffio, si grida che la terra gronda sangue.
Se n’è andata una delle persone più belle che il mondo abbia avuto e conosciuto.

Cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza promossi da sindacati e associazioni al centro della consultazione referendaria dell’8 e 9 giugno
Nel 2025 le cittadine e cittadini saranno chiamati a votare per 5 Referendum. La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibili i 4 quesiti referendari sul lavoro, per i quali sono state raccolte oltre 4 milioni di firme, e il referendum sulla cittadinanza, depositato in Cassazione con 637 mila firme.
QUALI SONO I REFERENDUM?
I REFERENDUM SUL LAVORO
Il PRIMO dei quattro referendum sul lavoro chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Nelle imprese con più di 15 dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo. Sono oltre 3 milioni e 500mila ad oggi e aumenteranno nei prossimi anni le lavoratrici e i lavoratori penalizzati da una legge che impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto. Abroghiamo questa norma, diamo uno stop ai licenziamenti privi di giusta causa o giustificato motivo.
Il SECONDO riguarda la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. In quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto. Questa è una condizione che tiene le/i dipendenti delle piccole imprese (circa 3 milioni e 700mila) in uno stato di forte soggezione. Obiettivo è innalzare le tutele di chi lavora, cancellando il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato affinché sia la/il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite.
Il TERZO punta all’eliminazione di alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine per ridurre la piaga del precariato. In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rendiamo il lavoro più stabile. Ripristiniamo l’obbligo di causali per il ricorso ai contratti a tempo determinato.
Il QUARTO interviene in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Quasi 1000 i morti, che vuol dire che in Italia ogni giorno tre lavoratrici o lavoratori muoiono sul lavoro. Modifichiamo le norme attuali, che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Cambiamo le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.
REFERENDUM CITTADINANZA ITALIANA
Il QUINTO referendum abrogativo propone di dimezzare da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana, ripristinando un requisito introdotto nel 1865 e rimasto invariato fino al 1992. Nel dettaglio si va a modificare l’articolo 9 della legge n. 91/1992 con cui si è innalzato il termine di soggiorno legale ininterrotto in Italia ai fini della presentazione della domanda di concessione della cittadinanza da parte dei maggiorenni.
Il referendum sulla Cittadinanza Italiana non va a modificare gli altri requisiti richiesti per ottenere la cittadinanza quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso negli ultimi anni di un consistente reddito, l’incensuratezza penale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica. Questa modifica costituisce una conquista decisiva per circa 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano. Allineiamo l’Italia ai maggiori Paesi Europei, che hanno già compreso come promuovere diritti, tutele e opportunità garantisca ricchezza e crescita per l’intero Paese.
E non si sono più svegliati…
Paolo Limonta è maestro elementare felice presso la scuola del Trotter a Milano. Da sempre impegnato sul terreno dei diritti delle persone, lavora per una scuola che metta al centro le bambine e i bambini e la loro felicità attraverso la costituzione di “comunità classe” e che coinvolga su questo terreno tutto gli adulti che gravitano attorno alle bambine e ai bambini. Di questo parla diffusamente il libro di cui è protagonista Tutti i bambini devono essere felici, storia di un maestro e della sua scuola, scritto da Antonella Meiani e pubblicato da Terre di Mezzo. È cofondatore del movimento E tu da che parte stai? che ha elaborato il Manifesto “Umanità o indifferenza” nel 2019 e la proposta educativa Scuola Sconfinata di tutte e tutti nel 2020.
Lascio il Sud Sudan, e per la prima volta dopo 12 anni sul campo ho il terrore addosso.