A me dispiace dirlo, ma comportamenti come quello di Antonio Tajani, la forza considerata moderata del centrodestra del Paese, mi fanno orrore. Sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, un po’ con chi soffre e un po’ vendendo armi a chi li bombarda.
La storia è questa: ieri sera in Italia sono arrivati, per essere curati, alcuni bambini palestinesi e i loro familiari, concessione di Israele al Governo italiano per permettergli di sopire le polemiche interne al nostro Paese, ancora strategico per la vendita delle armi con cui Israele può continuare lo sterminio di un popolo. Insomma ci permettono di curarne una ventina per ammazzarne a decine di migliaia, questo è attualmente il cambio.
Tra i bambini concessi all’Italia in cambio delle armi anche Adam, figlio della pediatra Alaa al-Najjar a cui un bombardamento israeliano lo scorso 24 maggio ha portato via il marito e 9 dei suoi 10 figli. In pratica Adam in quel bombardamento sui civili ha perso il padre e tutte e nove le sue sorelle e fratelli.
E qui arriva Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio. Ieri sera sale in auto blu, non guida ovviamente lui, arriva all’aeroporto, i giornalisti già avvertiti lo aspettano, e lui bellamente racconta di aver regalato ad Adam un pallone perché “mi hanno detto che ama il calcio”.
A parte che chissà se Adam potrà mai più giocare a calcio, e certamente non ora, ma quale sproporzione fra questo gesto e quello che andrebbe fatto e detto per fermare davvero questo massacro?
Ma non si vergognano mai, quelli come Antonio Tajani? Come fanno a dormire la notte, a presentarsi di fronte a un microfono, a sopravvivere a loro stessi?
Accendono la miccia alle bombe e poi (forse, chissà pure se è vero) annunciano senza vergogna di aver però regalato un pallone da calcio all’unico sopravvissuto di dieci fratelli che non potrà neanche più (forse) giocare a calcio. Immagino la felicità di Adam per il pallone di Tajani.
Saverio Tommasi
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