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lunedì 20 novembre 2023
Chi deve educare all’affettività?
La vicenda di Giulia è straziante. Il pensiero va a lei e a tutte le donne martoriate e uccise per un insano principio di possesso.
È necessario che si intensifichi qualsiasi azione educativa che promuova le corrette relazioni affettive, e lo dico in generale, non solo per quanto riguarda il rapporto uomo donna.
Chi deve educare all’affettività?
Leggo di una proposta estemporanea per introdurre obbligatoriamente nelle scuole l’educazione all’affettività come “materia”. Certo, la scuola deve fare la sua parte, come su tutto. Abbiamo l’educazione civica (33 ore obbligatorie), l’orientamento (30 ore obbligatorie), le discipline di studio e le competenze trasversali, la sicurezza e molto altro.
Ma siamo davvero sicuri che sia giusto appoggiare il concetto che le famiglie, che dell’educazione affettiva hanno la prima, piena responsabilità, possano delegare anche questo ad altri?
La scuola deve già quotidianamente sostituirsi all’assenza educativa di moltissimi genitori, che non svolgono sufficientemente il loro ruolo. E spesso lo fa senza strumenti e senza competenze specifiche.
Da tempo si parla di psicologi da assumere stabilmente nelle scuole, ma non è mai stata presa una decisione in tal senso.
Non si può continuare a scaricare tutto sugli istituti scolastici senza fornire i mezzi adatti.
Laura Biancato dirigente scolastico presso ITET EINAUDI di Bassano
L'educazione inizia in famiglia ("prima formazione sociale" prevista dall' art. 30 della Costituzione) e prosegue in essa.
I politici, quindi, anziché ingolfare le scuole (che evidentemente conoscono poco) e scrollarsi il problema di dosso, hanno la grossa responsabilità, di partire dal territorio che AMMINISTRANO e progettare interventi/iniziative mirate alle educazioni (civile, ambientale, interculturale, alla salute, affettiva ecc).

