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martedì 18 ottobre 2011

ORAMAI LA FAMA DEI NOSTRI 5 CICLOSANGUIDONATORI TRAVALICA I CONFINI DI MANSUE' ,LE PUBBLICAZIONI A LIVELLO MONDIALE ORAMAI SI SPRECANO.

CONDIVIDIAMO QUI SOTTO L'ARTICOLO SCRITTO DAL VALENTE GIANDOMENICO SCARPA (ESISTONO DAVVERO ,NON SCHERZO,SIA L'ARTICOLO CHE IL GIORNALISTA) SUL PERIODICO TRIMESTRALE DONO & VITA DELL'ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE DEL VENETO E DELL'ASSOCIAZIONE BELLUNESE VOLONTARI SANGUE WWW.DONOEVITA.IT


Dal Veneto alla Puglia in bici. L’impresa di 5 avisini di Mansuè

I cinque avisini alla partenza

Con lo slogan “Amo collaborare, non competere” stampato sulle magliette, cinque amici avisini sono partiti in bicicletta da Mansuè, sabato 6 agosto, con meta San Giovanni Rotondo, in Puglia. Salutati da molti donatori e concittadini, riunitisi al momento della partenza, Diego Dalla Nora, Claudio Bonadio, Mauro Businello, Dario Taschetto e Paul Scandolo hanno dato con il loro viaggio un tocco davvero unico ai festeggiamenti per il 50° anniversario di fondazione della Avis di Mansuè. A rendere coreografico il via, ci hanno pensato i cicloamatori del gruppo G.S.C. Mansuè ed alcuni giovanissimi corridori della società ciclistica Pujese, che per un tratto di strada hanno affiancato i cinque avisini. La corsa, priva di qualsiasi carattere competitivo, aveva il duplice scopo di diffondere i messaggi di amicizia e solidarietà propri dell’Avis e di ribadire, attraverso questo particolare viaggio da nord a sud, l’imprescindibile valore dell’unità nazionale, in piena sintonia con i sentimenti che accompagnano le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Le tappe lungo il percorso sono state Chioggia, Rimini, Osimo, Norcia, Lago di Campotosto-San Gregorio, Campobasso e San Giovanni Rotondo, le cui Avis hanno accolto con simpatia il gruppetto di avisini. All’arrivo ad Osimo, dopo aver percorso 135 chilometri, l’accoglienza è stata esaltante. Poco prima dell’entrata in città, infatti, sono stati raggiunti dai ciclisti del gruppo Mbt Avis che li hanno “scortati” fino in centro, dove hanno ricevuto il benvenuto da parte dei presidenti dell’Avis comunale e regionale Marche e dell’assessore alla cultura della città, tra foto, applausi e interviste alla stampa. Com’era prevedibile, particolarmente emozionante si è rivelata la tappa a San Gregorio, una località del comune dell’Aquila duramente colpita dal terremoto di due anni fa. La comunità di San Gregorio è già da tempo idealmente gemellata con Mansuè perché, all’indomani dei tragici eventi sismici, è stata coinvolta in un’iniziativa, denominata “Progetto Aquilone”, attraverso la quale cinque ragazze terremotate sono state ospitate presso alcune famiglie Mansuetane. I cinque corridori-avisini sono arrivati a San Gregorio il 10 agosto e dal quel preciso istante, all’interno della piazza sorta al centro del villaggio formato dai moduli abitativi costruiti nel post-terremoto, è iniziata una grande festa che ha coinvolto l’intera comunità. Un’accoglienza che ha lasciato senza parole, piena di affetto, di calore umano e amicizia, che ha dimostrato ancora una volta nella popolazione abruzzese la gran voglia di guardare al futuro con speranza ed entusiasmo. È stata poi la volta della tappa più impegnativa, da S. Gregorio a Campobasso: un percorso di 214 chilometri lungo strade impervie e sotto un sole cocente. Duro, ma estremamente emozionante, è stato anche l’ultimo giorno di corsa, fino a San Giovanni Rotondo, la citta di San Pio da Pietrelcina. Una giornata memorabile per i cinque amici che, dopo tante fatiche, sono riusciti a portare a termine un’impresa ragguardevole dal punto di vista atletico e particolarmente significativa per quel che concerne lo spirito e i valori con i quali è stata concepita e compiuta. A San Giovanni Rotondo l’accoglienza ha assunto connotati trionfali e l’abbraccio della gente del luogo è stato commovente. E’ stata, dunque, una bellissima avventura di 1048 km totali, che, in maniera allegra e simpatica, ha avuto il merito di affermare con grande fermezza e determinazione che i valori dell’amicizia e della solidarietà possono e devono ancora essere un punto di riferimento per la società. La forza e la tenacia con cui l’impresa è stata portata a termine hanno, inoltre, reso degno onore al motto che ha accompagnato i cinque “ragazzi” durante tutto il tragitto: “Non importa quanto velocemente si avanza; l’importante è non fermarsi”. Per chi fosse interessato, le tappe del viaggio sono documentate nel blog: http://aquilonecolorato.blogspot.com/

L'accoglienza con foto ricordo ad Osimo

La salita di Campotosto