Trovo semplicemente rivoltante questo quadretto di gente che, tra un boccone e l’altro, si interroga sulle punizioni più adatte a scuola.
Non sarà meglio chiuderli da soli in biblioteca? Propone Vespa.
Che puliscano i bagni! (La padrona di casa).
E il ministro incalza: a cosa serve la sospensione? Mandiamo ai lavori socialmente utili! E via i cellulari dalle aule, perché mai si dovrebbero permettere?
Tutta gente che non mette piede in una scuola vera da decenni, e che neanche immagina la fatica di gestire una scuola e le classi. E non parlo di isole felici come quelle che, molto probabilmente, hanno frequentato loro, all’epoca, ma di gruppi di ragazzi di adesso, con le loro fragilità ma anche con le loro legittime istanze formative. Nessuno di questi si immagina che invece i problemi stanno a monte. Nelle famiglie, sempre più deboli. In un sistema scuola con voragini immense, come una scarsissima, se non nulla, capacità di selezionare il personale e di pretenderne la formazione continua. Nelle classi pollaio, dove per forza se ne hai 30 davanti (e non è raro) ti sfugge l’attenzione ai singoli casi. Nel vecchiume dei programmi ministeriali, che mal si adatta alle esigenze di questa epoca in velocissima evoluzione…
L’atteggiamento di chi se la prende con i ragazzi e li tratta come soggetti da punire, niente di più, fa accapponare la pelle.
Lavoriamo ogni giorno perché l’approccio degli educatori verso gli studenti sia autorevole, ma non per questo autoritario. Perché le regole siano ferme, ma allo stesso tempo condivise e oggetto di riflessione continua con i ragazzi. Perché gli studenti partecipino attivamente alle vita e al miglioramento della loro scuola. Perché i docenti si formino e trovino strumenti sensati per risolvere i problemi quotidiani nelle classi. Per dare supporto con l’aiuto di psicologi e counselor.
Tutte questioni, diciamo, “pedagogiche”, lontanissime da quella tavola imbandita, con tanto di cameriere in livrea, e dalla prosopopea dei commensali.
Buon lavoro a tutti noi…
Laura Biancato ,Dirigente presso l’ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa – guarda al futuro con speranza tramite il progresso scolastico fatto di ascolto, dedizione e passione per il proprio lavoro. La dirigente ha un curriculum davvero invidiabile. Nel 1983, quando ha appena 20 anni diventa docente di scuola primaria, ruolo che ricoprirà per 13 anni. Nel 1996, a soli 33 anni, diventa dirigente scolastico, partecipando contemporaneamente alla stesura del Piano Nazionale Scuola Digitale e ad altre commissioni ministeriali sui temi della scuola digitale.
Oltre a tutto ciò, Laura Biancato è formatrice e autrice di articoli e testi sull’innovazione scolastica, consulente del Centro Studi Erickson, per il quale ha curato e sta sviluppando il progetto Expert Teacher e consulente di IPRASE Trento. “
Nei suoi ultimi emendamenti, come dice lei stessa, frutto di un lavoro corale, ci sono tantissimi progetti e iniziative interessanti, anche relative agli strumenti digitali per la pandemia.
A partire dall’introduzione nella sua scuola di spazi di co-working e relax per studenti e docenti, nuovi laboratori per le materie STEM e per nuovi indirizzi (robotica, geotecnica, costruzioni) e nuovi strumenti digitali, come iPad e monitor touch con sistemi di mirroring per le lezioni. Ha previsto un supporto agli studenti con fragilità, con un team di quattro esperti, tra psicologi e counselor, sportelli di ascolto e azioni nelle classi. Tra le attività didattiche ha inserito le soft skills, che i ragazzi sperimentano con lavori in gruppo e public speaking, più autoanalisi di sé e del proprio progetto di vita. Davvero un risultato incredibile.
Allego un link da aprire e guardare
https://www.facebook.com/100010151502732/videos/1551485668621898/