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giovedì 19 giugno 2025

Perché, anche online, ogni pollice in su è una presa di posizione.

 



CHI SIAMO
Il potere delle parole : commuovono, uniscono, scaldano il cuore.
Oppure feriscono, offendono, allontanano.
Parole O_Stili nasce per 
promuovere una cultura del linguaggio più consapevole e responsabile, con l’obiettivo di diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura e la consapevolezza che le parole sono importanti.
Parole O_Stili è nata a Trieste nell’agosto 2016 con l’obiettivo di responsabilizzare ed educare gli utenti dentro e fuori la Rete a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuove i valori espressi nel “Manifesto della comunicazione non ostile”. Organizza iniziative di sensibilizzazione e formazione.

Parole O_Stili si rivolge a tutti e tutte, consapevoli del fatto che “virtuale è reale” e che l’ostilità ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.
Parole O_Stili lavora con le scuole, le università, le imprese, le associazioni e le istituzioni nazionali e territoriali. L’obiettivo è diffondere le pratiche virtuose della comunicazione non ostile, e promuovere una consapevolezza delle responsabilità individuali attraverso il linguaggio e le relazioni.

Ciao!

Oggi più che mai è fondamentale scegliere consapevolmente cosa ci piace e cosa no, quali contenuti amplifichiamo, quali parole sosteniamo. Perché, anche online, ogni pollice in su è una presa di posizione.
Nonostante ci sia un cambiamento in atto, il tasto like rappresenta ancora qualcosa di importante. Un libro pubblicato nel 2025 (“Like: The Button that Changed the World”) ha ripercorso la storia e il ruolo proprio del tasto Like, sottolineando come nel tempo sia diventato il simbolo globale di approvazione digitale. Con oltre 160 milioni di utilizzi al giorno, il Like non è solo un gesto: è una valuta emotiva, un motore algoritmico, un filtro di realtà.
Ma a che prezzo?
Il Like ha rivoluzionato il modello di business delle piattaforme social, incentivando la produzione e il consumo di contenuti grazie a un feedback immediato e visibile. La sua introduzione ci ha dato la percezione di partecipare a una grande discussione globale, dove con un semplice gesto superiamo la nostra passività davanti agli eventi e alle cose, anche se forse potremmo aver ridotto la profondità delle interazioni personali.
Uno studio pubblicato nel 2024 ha evidenziato come le giovani generazioni utilizzino i pulsanti di reazione (Like, Share, ecc.) non solo per esprimere consenso, ma anche per rafforzare legami di gruppo, cercare approvazione nelle relazioni e, soprattutto, gestire l’ansia sociale. E quando un Like non arriva… resta il vuoto. Il dubbio. L’insicurezza.
Eppure in tempi recenti le principali piattaforme social hanno iniziato a spostare l’attenzione dal semplice conteggio dei Like verso forme di interazione più profonde. Gli algoritmi attualmente privilegiano discussioni, condivisioni e commenti, premiando i contenuti che generano conversazioni autentiche piuttosto che quelli con semplici reazioni.
Come scrivono gli autori del libro di cui parlavamo prima, Martin Reeves e Bob Goodson, quella del tasto Like è una storia fatta di incontri in Silicon Valley, intuizioni geniali e dipendenze da dopamina. Persino Mark Zuckerberg inizialmente lo giudicava “una banalità”, poi sappiamo che è diventato il cuore pulsante di Facebook e di tutto ciò che è venuto dopo. Il pulsante “Mi piace” ha anche creato nuove dipendenze, diventando una nuova modalità di misurazione del valore personale e alimentando insicurezze. Soprattutto tra i più giovani.
Da qui nasce anche il grande dibattito che si porta avanti da anni sul tasto “Non mi piace”. Molti temono infatti che questo tasto possa alimentare fenomeni di cyberbullismo, aumentare il disagio psicologico, soprattutto tra i più giovani, e incentivare una cultura della negatività e del giudizio distruttivo. Le piattaforme social, consapevoli di questi rischi, hanno finora evitato di introdurre un pulsante di disapprovazione universale, preferendo soluzioni più moderate come le "reaction" emotive che includono anche espressioni di tristezza o rabbia.
E tu? Ci hai caso ai like che metti ogni giorno?

lunedì 16 giugno 2025

Enrico Galliano risponde



No perché mi sarei anche un po', come dire, fracassato le propaggini genitali, devastato gli ammennicoli, sfracellato i didimi di tutti questi "insegnanti" (si sono viste le virgolette?) che passano le loro giornate insultando gli altri sui social e poi magari vanno in classe a impartire lezioni di cyberbullismo.


Perché, pur essendo fortunatamente una piccola minoranza, sono una minoranza che può fare danni incalcolabili.



https://www.facebook.com/share/1AWxRxwbvR/ 

giovedì 12 giugno 2025

Sempre un colpo al cerchio e uno alla botte

 



A me dispiace dirlo, ma comportamenti come quello di Antonio Tajani, la forza considerata moderata del centrodestra del Paese, mi fanno orrore. Sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, un po’ con chi soffre e un po’ vendendo armi a chi li bombarda.

La storia è questa: ieri sera in Italia sono arrivati, per essere curati, alcuni bambini palestinesi e i loro familiari, concessione di Israele al Governo italiano per permettergli di sopire le polemiche interne al nostro Paese, ancora strategico per la vendita delle armi con cui Israele può continuare lo sterminio di un popolo. Insomma ci permettono di curarne una ventina per ammazzarne a decine di migliaia, questo è attualmente il cambio.


Tra i bambini concessi all’Italia in cambio delle armi anche Adam, figlio della pediatra Alaa al-Najjar a cui un bombardamento israeliano lo scorso 24 maggio ha portato via il marito e 9 dei suoi 10 figli. In pratica Adam in quel bombardamento sui civili ha perso il padre e tutte e nove le sue sorelle e fratelli.


E qui arriva Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio. Ieri sera sale in auto blu, non guida ovviamente lui, arriva all’aeroporto, i giornalisti già avvertiti lo aspettano, e lui bellamente racconta di aver regalato ad Adam un pallone perché “mi hanno detto che ama il calcio”.

A parte che chissà se Adam potrà mai più giocare a calcio, e certamente non ora, ma quale sproporzione fra questo gesto e quello che andrebbe fatto e detto per fermare davvero questo massacro?


Ma non si vergognano mai, quelli come Antonio Tajani? Come fanno a dormire la notte, a presentarsi di fronte a un microfono, a sopravvivere a loro stessi?

Accendono la miccia alle bombe e poi (forse, chissà pure se è vero) annunciano senza vergogna di aver però regalato un pallone da calcio all’unico sopravvissuto di dieci fratelli che non potrà neanche più (forse) giocare a calcio. Immagino la felicità di Adam per il pallone di Tajani.


Saverio Tommasi


https://www.facebook.com/share/1AYnkX2Sf9/

giovedì 5 giugno 2025

Latinoamérica: Calle 13 / Orquesta Sinfónica Simón Bolivar de Venezuela

 



Testo originale
Traduzione in Italian

verse

Soy
Sono
Soy lo que dejaron
Sono ciò che avete lasciato
Soy toda la sobra de lo que se robaron
Io sono i resti di ciò che è stato rubato
Un pueblo escondido en la cima
Una cittadina nascosta in una cima
Mi piel es de cuero por eso aguanta cualquier clima
La mia pelle è di cuoio è per quello che supporta qualsiasi tempo
Soy una fábrica de humo
Sono una fabbrica di fumo
Mano de obra campesina para tu consumo
Lavoratori contadini per il tuo consumo
Frente de frio en el medio del verano
Fronte di freddo in mezzo dell'estate
El amor en los tiempos del cólera, mi hermano
L'amore in tempi di colera, fratello mio
El sol que nace y el día que muere
Il sole che nasce e il giorno che muore
Con los mejores atardeceres
Con i migliori tramonti
Soy el desarrollo en carne viva
Io sono il sviluppo in carne ed ossa
Un discurso político sin saliva
Un discorso politiche senza senso
Las caras más bonitas que he conocido
Le facce più belle che ho conosciuto
Soy la fotografía de un desaparecido
Io sono la fotografia di un mancante
La sangre dentro de tus venas
Il sangue dentro le tue vene
Soy un pedazo de tierra que vale la pena
Io sono un pezzo di terra rica
Una canasta con frijoles
Una scatola di fagioloni
Soy Maradona contra Inglaterra anotándote dos goles
Io sono Maradona giocando contro l'Inghilterra
Soy lo que sostiene mi bandera
Sono ciò che tiene la mia bandiera
La espina dorsal del planeta es mi cordillera
La spina dorsale del pianeta è la mia cordigliera
Soy lo que me enseño mi padre
Sono ciò che mio padre mi ha insegnato
El que no quiere a su patria no quiere a su madre.
Chi non vuole la sua patria non vuole la sua madre
Soy América latina
Sono l'America Latina
Un pueblo sin piernas pero que camina (Oye)
Un popolo senza gambe però che cammina(Oye)

chorus

Tú no puedes comprar al viento
Tu non puoi comprare il vento
Tú no puedes comprar al sol
Tu non puoi comprare il sole
Tú no puedes comprar la lluvia
Tu non puoi comprare la pioggia
Tú no puedes comprar el calor
Tu non puoi comprare il calore
Tú no puedes comprar las nubes
Tu non puoi comprare le nuvole
Tú no puedes comprar los colores
Tu non puoi comprare i colori

verse

Tú no puedes comprar mi alegría
Tu non puoi comprare la mia gioia
Tú no puedes comprar mis dolores
Tu non puoi comprare i miei dolori
Tú no puedes comprar al viento
Tu non puoi comprare il vento
Tú no puedes comprar al sol
Tu non puoi comprare il sole
Tú no puedes comprar la lluvia
Tu non puoi comprare la pioggia
Tú no puedes comprar el calor
Tu non puoi comprare il calore
Tú no puedes comprar las nubes
Tu non puoi comprare le nuvole
Tú no puedes comprar los colores
Tu non puoi comprare i colori
Tú no puedes comprar mi alegría
Tu non puoi comprare la mia gioia
Tú no puedes comprar mis dolores
Tu non puoi comprare i miei dolori
Tengo los lagos, tengo los ríos
Io ho i laghi, ho i fiumi
Tengo mis dientes pa′ cuando me sonrío
Io ho i miei denti per quando sorrido
La nieve que maquilla mis montañas
La neve che trucca le mie montagne
Tengo el sol que me seca y la lluvia que me baña
Io ho il sole che mi brucia e la pioggia che mi bagna
Un desierto embriagado con peyote un trago de pulque
Un deserto inebriato con Peyote, un bicchiere di Pulque
Para cantar con los coyotes
Per cantare con i coyotes
Todo lo que necesito
Tutto ciò di cui ho bisogno
Tengo mis pulmones respirando azul clarito
Ho i miei pulmoni respirando un'azzurro chiaro
La altura que sofoca
L
Soy las muelas de mi boca mascando coca
Sono i denti della mia bocca masticando coca
El otoño con sus hojas desmalladas
L'autunno con le sue foglie svenute
Los versos escritos bajo la noche estrellada
I versi scritti sotto la notte stellata
Una viña repleta de uvas
Una vigna piena di uva
Un cañaveral bajo el sol en cuba
Un campo di canna sotto il sole a Cuba
Soy el mar Caribe que vigila las casitas
Sono il mare dei Caraibi che sorveglia le casine
Haciendo rituales de agua bendita
Facendo rituali di acqua benedetta
El viento que peina mi cabello
Il vento che mi pettina
Soy todos los santos que cuelgan de mi cuello
Sono tutti gli santi che pendono dal mio collo
El jugo de mi lucha no es artificial
Il succo della mia lotta, non è artificiale
Porque el abono de mi tierra es natural
Perché il fertilizzante della mia terra è naturale!

chorus

Tú no puedes comprar al viento
Tu non puoi comprare il vento
Tú no puedes comprar al sol
Tu non puoi comprare il sole
Tú no puedes comprar la lluvia
Tu non puoi comprare la pioggia
Tú no puedes comprar el calor
Tu non puoi comprare il calore

verse

Tú no puedes comprar las nubes
Tu non puoi comprare le nuvole

chorus

Tú no puedes comprar los colores
Tu non puoi comprare i colori
Tú no puedes comprar mi alegría
Tu non puoi comprare la mia gioia
Tú no puedes comprar mis dolores
Tu non puoi comprare i miei dolori
Não se pode comprar o vento
Non puoi comprare il vento
Não se pode comprar o sol
Non puoi comprare il vento

verse

Não se pode comprar chuva
Non puoi comprare la pioggia
Você não pode comprar o calor
Tu non puoi comprare il caldo
Não se pode comprar as nuvens
Non puoi comprare le nuvole
Não se pode comprar as cores
Non puoi comprare i colori
Não se pode comprar minha alegrea
Non compare le mie gioie
Não se pode comprar minha doloris
Non puoi comprare i miei dolori
No puedes comprar el sol
Non puoi comprare il sole
No puedes comprar la lluvia
Tu non puoi comprare la pioggia
(Vámonos caminando)
(Stiamo camminando)
(Vámonos caminando)
(Stiamo camminando)
(Vámonos dibujando el camino)
(Andiamocene disegnando il cammino)
No puedes comprar mi vida (Vamos caminando)
Non puoi comprare la mia vita (andiamocene camminando)
Mi terra no se vende!
La mia terra non si vende!
Trabajo en bruto pero con orgullo
Lavoro duro, ma con orgoglio
Aquí se comparte, lo mío es tuyo
Qui si condivide, ciò ch'è mio é tuo
Este pueblo no se ahoga con marullos
Questa cittadina non affoga con le grandi onde
Y si se derrumba yo lo reconstruyo
E se si distrugge io la ricostruisco
Tampoco pestañeo cuando te miro
Non batto ciglio quando ti guardo
Para que te recuerdes de mi apellido
Affincè ti ricordi il mio cognome
La operación cóndor invadiendo mi nido
L'operazione Condor che invade il mio nido
¡Perdono pero nunca olvido! (Oye)
Perdono ma non dimentico mai! (Hey!)
(Vamos caminando)
(Andiamo camminando)
Aquí se respira lucha
Qui si respira la lotta
(Vamos caminando)
(Andiamo camminando)
Yo canto porque se escucha
Io canto affinché si ascolti

outro

Aquí estamos de pie
Qui siamo in piedi

verse

¡Que viva La América!
Che viva America!

outro

No puedes comprar mi vida
Non puoi comprare la mia vita
Writer(s): Rene Perez, Eduardo Cabra, Rafael Arcaute