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giovedì 15 maggio 2025
"L’uomo non nasce malvagio, lo diventa,
"L’uomo non nasce malvagio, lo diventa, come diventa malato. Ci gridano che la natura umana è essenzialmente perversa, ma riunite tutti i bambini del mondo: non vedrete in loro che innocenza e tenerezza. Senza dubbio si vedono sventure e delitti orrendi; ma il piacere di lamentarsi e di esagerare è tanto grande che, al minimo graffio, si grida che la terra gronda sangue.
Siete stato ingannato? Tutti gli uomini per voi sono spergiuri. Alle volte si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno senza conoscerlo, ritenendolo un amico leale e sincero, mentre poi si scopre che è malvagio e infido. Quando si subisce più volte questo trattamento, specie da quelli che stimavamo più fidati e più amici, si finisce, dopo tante delusioni e cantonate, con l'odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono e di sano".
_Francois Marie Arouet Voltaire, Dizionario Filosofico.
Addio Pepe.
Se n’è andata una delle persone più belle che il mondo abbia avuto e conosciuto.
È stato combattente per la liberazione e, da combattente, ha visto il carcere, le torture, la persecuzione.
E, una volta uscito, è diventato Presidente dell’Uruguay, come Pertini e come Mandela, trasformandolo profondamente con una serie di riforme civili e sociali di stampo socialista a cui il mondo ha guardato e che molti hanno osteggiato.
Per anni ha vissuto in stato di quasi povertà, donando il 90% del suo stipendio a Ong e alle persone in stato di povertà, una sua ossessione. Perché così credeva che dovesse un leader prima di tutto: un esempio.
Quando l’ho incontrato anni fa a Favale di Malvaro, nella “sua” Liguria, terra d’origine della famiglia materna, ho scoperto uno degli uomini più saggi e illuminati che abbia mai avuto la fortuna di incontrare in decenni di giornalismo, con quel suo spagnolo grattato con cui levigava concetti e parole come pietra dura.
Non mancherà solo all’Uruguay e all’America Latina. Mancherà al mondo che ha provato a cambiare e ispirare, lasciando un’impronta che resterà a lungo indelebile, anche se faranno di tutto per cancellarla.
Pepe Mujica non faceva Politica, era Politica. Nel senso più alto e nobile del termine.
Mancherà maledettamente. Solo un giorno, con calma, ci renderemo forse conto quanto.
Addio Pepe.
Lorenzo Tosa Giornalista, scrittore,
Josè Pepe Mujica
Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà."
--- Josè Pepe Mujica
ADDIO PEPPE MUJICA, IL VERO ANTITRUMP
Se n’è andato un uomo saggio, per me un eroe, proprio perché era un antieroe. Contadino, guerrigliero nelle file marxiste dei Tupamaros, detenuto 15 anni in isolamento. E’ stato per 5 anni Presidente dell’Uruguay, devolvendo il 90% del suo stipendio ai poveri. Ha fatto della sobrietà, e di un contatto diretto con l’essenzialità della vita, la sua fede. Ha vissuto con la moglie in un casolare di tre stanze, con la mitica, vecchia Maggiolone. Diceva: “La gente non pensa che nascere è un miracolo, che la vita è un miracolo, il problema è: a cosa dedichi il tempo della tua vita? Come spendi il miracolo di essere nato? Se non ti poni la domanda, non ti preoccupare, ci penserà il mercato, e passerai tutta la vita a pagare bollette e comprare cose. Diventerai un vecchio distrutto. Perché non compri con i soldi, ma con il tempo. Se sprechi tutto il tuo tempo ad avere soldi, il tempo non si rinnova". In queste parole risuonano le riflessioni di Seneca che nel De brevitate vitae diceva che la maggior parte delle persone “Istruunt vitae”, attrezzano la vita. Se passi la vita ad attrezzarla, a preparare il futuro, la vita passa e tu non vivi. La sprechi. La vita non è un diritto, la vita è un privilegio, un dono.
Ecco, Pepe ha vissuto onorando la religione della vita ben spesa, contro il consumismo, l’ideologia del Pil, che ci allontanano dall’essenza delle cose, ci fanno vivere preparando la vita, una mania di accumulo che affolla le esistenze, alienandole. Ha lottato per la giustizia, per diminuire la diseguaglianza, contro la guerra, contro il non senso di un mondo schiavo dell’idolatria del denaro, generatore simbolico di tutti i lavori.
Per questo motivo, è lui il vero simbolo contro Trump, che rappresenta il suo opposto. Trump nasce miliardario. Tutta la sua vita si misura sul valore dei soldi, del consumo, del dominio. La ricchezza è lo scopo della vita. L’unico scopo, forse, assieme al potere. Così oggi il Qatar gli ha regalato un Boing 747 da 400 milioni con 11 bagni, perché anche il culo deve avere i suoi status symbol. Tutto questo coacervo di disvalori narcisistici e beoti è stato autorappresentato da Trump in quello squallido video della trasformazione di Gaza in un resort per ricchi. Un vero e proprio Manifesto. L’egolatria si manifesta nella grande statua d’oro di Trump, rappresentata da Trump. Poi tutti gli stereotipi della ricchezza fine a se stessa, esibita, assieme all’amico criminale di guerra, genocida Netanyahu, fino alla iperbole tragicomica dell’amico Musk, che getta dollari alle persone, sorridente. Come diceva Marx, dall’accumulazione del piacere al piacere dell’accumulazione.
Ecco, noi stiamo con Peppe, uomo buono, saggio e giusto. Uomo che ha vissuto una vita piena, dalla parte giusta, uomo forte, che ha capito che non si deve sacrificare il tempo alla ricchezza, perché la vera ricchezza è il tempo, che non torna. Il vero anti Trump. Pepe alla fine ha vinto. Lui rideva sempre, invece Trump è sempre accigliato, incazzato, scontento. Perchè la potenza gioiosa della vita, vince sul grigiore del potere. Grazie maestro.
Carlo Cunegato
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