Se n’è andata una delle persone più belle che il mondo abbia avuto e conosciuto.
È stato combattente per la liberazione e, da combattente, ha visto il carcere, le torture, la persecuzione.
E, una volta uscito, è diventato Presidente dell’Uruguay, come Pertini e come Mandela, trasformandolo profondamente con una serie di riforme civili e sociali di stampo socialista a cui il mondo ha guardato e che molti hanno osteggiato.
Per anni ha vissuto in stato di quasi povertà, donando il 90% del suo stipendio a Ong e alle persone in stato di povertà, una sua ossessione. Perché così credeva che dovesse un leader prima di tutto: un esempio.
Quando l’ho incontrato anni fa a Favale di Malvaro, nella “sua” Liguria, terra d’origine della famiglia materna, ho scoperto uno degli uomini più saggi e illuminati che abbia mai avuto la fortuna di incontrare in decenni di giornalismo, con quel suo spagnolo grattato con cui levigava concetti e parole come pietra dura.
Non mancherà solo all’Uruguay e all’America Latina. Mancherà al mondo che ha provato a cambiare e ispirare, lasciando un’impronta che resterà a lungo indelebile, anche se faranno di tutto per cancellarla.
Pepe Mujica non faceva Politica, era Politica. Nel senso più alto e nobile del termine.
Mancherà maledettamente. Solo un giorno, con calma, ci renderemo forse conto quanto.
Addio Pepe.
Lorenzo Tosa Giornalista, scrittore,

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