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lunedì 22 agosto 2011
domenica 21 agosto 2011
mentre sto tornando dalla montagna,più o meno all'altezza di Bieno (tr) mi ferma un messicano biondo originario di Tegucigalpa,stava andando a pescare Barracuda a Caorle e ha trovato un altro pezzo del diario di bordo dei nostri 5 ciclopicibiciclisti.......non mi resta che pubblicarlo integralmente .
Sulla ns mappa di viaggio la tappa era indicata di 175 km. Alla fine si sono rivelati ben 214 km.
Siamo partiti alle 7.45 ed abbiamo pedalato fino alle ore 17.00 coprendo una distanza di circa 130 km. A quel punto abbiamo deciso di salire sui mezzi per raggiungere la meta. Siamo arrivati a destinazione attorno alle ore 19.00 (abbiamo fatto un chiaro errore di valutazione: tappa troppo lunga e troppo impegnativa per essere fatta tutta in un giorno. Doveva essere spezzata)
La tappa e’comunque filata liscia. Finalmente Paul e’ riuscito a pedalare una giornata intera senza forare. Qualcuno dall’alto deve avere ascolatato le preghiere dei compagni di viaggio.
Siamo partiti da S.Gregorio direzione Pratola – abbiamo preso la statale per Sulmona ma siamo usciti quasi subito, imboccando una parallela molto piu’ panoramica che ci ha fatto attraversare Badia – Preturo (verificare il nome esatto) paese di origine di madonna (sig.na ciccone) – Cansano – la foresta di S.Antonio (un paesaggio stupendo) fino a giungere a Pesco Costanzo . A questo punto dopo 130 km e varie centinaia di metri di dislivello abbiamo deciso di fermarci e di proseguire con i mezzi, non prima pero’ di avere fatto il giro del paese in bici. Il paese si è rivelato una bomboniera : storico e arroccato. Sosta in piazzetta dove abbiamo festeggiato. Il dott.costa non si è opposto ai ns desideri e quindi birra per tutti. Per Mauro, Claudio,Dario birra piccola; per Diego e Paul birra grande. Non lo sapevamo che grande voleva dire da 1 litro cosi siamo stati costretti ad ordinare anche 2 taglieri. L’umore era alle stelle.
Tappa alquanto ardita, che abbiamo affrontato con una abbondante colazione mattutina, panini coca-cola e caffe’ a mezzogiorno(a Cansano) , affettato formaggio e birra a meta’ pomeriggio (a Pescocostanzo), e abbbbbondante cena la sera, ospiti dei sig.ri Beltramini (zii di Graziella moglie di Diego) che ci hanno preparato una tavola imbandita degna di un re: lasagne, torte salate, lesso, affettati e formaggi locali, il tutto annaffiato da un ottimo rosso. Per finire dolce,caffè e ammazzacaffè.
La condizione fisica è un po’ provata. I tanti metri di dislivello cominciano a farsi sentire, ma siamo sempre molto determinati a completare l’impresa. Appena rientrati al b&b incontriamo il sig.Nicola (titolare) con il quale decidiamo di definire il percorso per l’ultima tappa. Ci fa accomodare all’interno del ristorante e porta caffè e sambuca per tutti . Paul si da un gran da fare, continuando a girare intorno alle cartine geografiche per stabilire il percorso più breve, ignorando di avere pestato (chissà da quanto tempo) una enorme cacca di cane. A quel punto, tra sorrisi e battute abbiamo deciso di chiudere la cartine perché una cosa era scura : l’ultima tappa sarebbe stata una tappa fortunata.
13 agosto 2011 : ULTIMA TAPPA
Sveglia ore 6.45. Quando il gruppo si riunisce per la colazione non sappiamo se essere felici perché è l’ultima tappa o dispiaciuti perché è l’ultima tappa. La colazione è preparata dalle mogli e la consumiamo all’aperto su un tavolo improvvisato discutendo gli ultimi dettagli della tappa.
Ore 7.45 partenza dal b&b con destinazione ultima San Giovanni Rotondo. Sosta obbligata dagli zii Beltramini per ringraziamenti e delucidazioni stradali e poi giu’ in discesa verso la statale 16 con direzione Foggia. L’idea è di fare un pezzo di strada fino a Lucera con i mezzi al seguito per poi separarci e ricongiungerci da padre Pio.
La tappa è prevista di 120 km. Strada facendo fortunatamente non abbiamo avuto noie tecniche (anche la bici di Paul continua a reggere). Abbiamo avuto parecchi problemi con l’Anas.
A Lucera abbiamo salutato le" ragazze "e puntato verso Palmisori per raggiungere Rignano g.co – S.Marco in Lemis e finalmente S.Giovanni Rotondo.
A Palmisori troviamo un pittoresco signore del posto che con una stretta parlata locale ci ha spiegato che di li non si poteva continuare causa un ponte chiuso. Siamo riusciti a capirci e seguendo le indicazioni abbiamo aggirato l’ostacolo. Stesso problema sulla strada per Rignano, ma abbiamo fatto spallucce ed abbiamo prosegiuto, tanto eravamo in bici e in qualche modo siamo passati.
Ore 13.00. La sorpresa più grande l’abbiamo avuta poco prima di Rignano, quando abbiamo scoperto che il paese era quello che si vedeva su in alto in mezzo alle nuvole a 590m s.l.m (eravamo a 0m s.l.m.)
Il morale era altissimo: l’ultima ascesa (circa 11 km) e poi discesa fino da padre Pio. E chi ci ferma più. Abbiamo fatto il pieno di energia e poi via alla conquista dell’ultima vetta.
Una volta in cima pensavamo fosse tutta discesa; invece siamo saliti altri 300m fino a S.Marco.
Finalmente dopo tante preghiere la strada ha cominciato a piegare in giù portandoci a gran velocità a S.Giovanni Rotondo.
Sosta e foto di rito sotto il cartello che indica la ns meta e poi via verso la chiesa, dove siamo giunti alle 15.00.
1000 volte ci siamo immaginati il momento, ma in nessuno dei ns voli pindarici abbiamo vilssuto l’emozione che ci ha pervaso in quel momento: CE L’AVEVAMO FATTA. Un progetto (ciclopico) nato 6 mesi prima era giunto a compimento e noi ne eravamo gli artefici. GLI EROI.
Gli abbracci con le mogli e i figli erano veri, come vere erano le lacrime di gioia, spontanee e non trattenute. Per chi guardava un siparietto simpatico, per chi sapeva un simposio di emozioni, gioia, tenacia, stanchezza, gratitudine.
L’arrivo a S.Giovanni Rotondo ha assunto valori trionfali anche grazie alla Severina (sorella di Michele Cavalli ns grande amico di mansuè originario di S.Giovanni Rotondo) che con la sua micraci ha fatto da staffetta fino davanti la chiesa, bloccando il traffico e consentendoci l’arrivo in parata.
Dopo i saluti, le presentazioni, i baci e gli abbracci ci siamo concessi un po’ di tempo in chiesa per ringraziare.
Severina (ragazza molto molto carina, scaltra e single) ci ha accompagnati prima a casa sua per un graditissimo buffet e poi all’albergo Apulia dove Tommaso ed Elisabetta ci hanno finalmente sistemato nelle ns camere.
Una delle giornate di cui ci ricorderemo per sempre stava volgendo al termine e noi eravamo soddisfatti ed euforici.
SIAMO AI TITOLI DI CODA: un grazie speciale a Diego cha ha sognato, ideato e realizzato il progetto, consentendo a noi Claudio,Dario,Mauro e Paul di partecipare.
Un grazie a tutti noi, che ci siamo sempre aiutati e incoraggiati per conseguire la meta ultima.
Una menzione particolare a Mauro che tante volte ci ha mostrato il suo valore e che in questo viaggio è stato immenso.
Un grazie a Gigi che ci ha suonati come tamburi, ma che ci ha fatto capire come si forma una squadra e come si lavora in team per raggiungere un obiettivo; il suo mantra :MOTIVAZIONE.
Un grazie alle mogli che ci hanno sopportato in tutti questi mesi di preparazionee in questi giorni in giro per l’Italia, dandoci sempre conforto morale e pratico (biancheria da lavare, pranzi, cene colazioni)
Un grazie a tutti gli amici che non hanno mai smesso di sostenerci e confortarci
Un grazie a tutte le persone che abbiamo incontrato strada facendo: alla Rosanna titolare del b&b ‘la casa di alice’ a sottomarina di chioggia. Posto incantevole con la Rosy come valore aggiunto. Grazie a Salvatore e Cristina titolari del b&b ‘le calastre’ a Rimini, che con grande ospitalità hanno agevolato la ns impresa. Un bacio a Grazia del b&b ‘la fattoria’ di Norcia e al ristorante ‘la cantina di Norcia’: ci avete trattato benissimo.
Un abbraccio grande alla gente di S.Gregorio. Dico Gianluca per dire tutti i nomi :GRAZIE per averci insegnato il valore vero dell’amicizia.
Grazie alla bella Severina e di riflesso a Michele per l’ospitalita riservataci.
Grazie a tutto lo staff dell’hotel Apulia (ns sponsor istituzionale) in particolare a Tommaso ed Elisabetta per il trattamento riservatoci.
Grazie ai gestori del parcheggio ‘lo chalet’per avere aderito al progetto ospitando i camper.
Un grazie a tutti coloro che saranno in qualche modo interessati da questo blog: ricordatevi una cosa
NON IMPORTA QUANTO VELOCEMENTE SI AVANZA; L’IMPORTANTE E’ NON FERMARSI.
















